Thamaia al Sindaco di Catania

Thamaia al Sindaco di Catania

Pubblichiamo la versione integrale della lettera aperta al sindaco, pubblicata sul quotidiano La Sicilia del 30.08.2021

 

Gentile Sindaco della Città di Catania,

abbiamo letto con molta attenzione le parole con le quali ha commentato il femminicidio di Vanessa, la giovane donna che, qualche giorno fa, ad Acitrezza ha perso la vita per mano del suo ex fidanzato.

Ci ha fatto piacere sapere che il sindaco della nostra città sia così consapevole del fatto che spesso non si fa abbastanza per impedire che episodi come questi si verifichino; e ci ha fatto ancora più piacere costatare che ha le idee chiare su quali siano le azioni da portare avanti per affrontare il problema. Ma non possiamo negarle che tanta consapevolezza ci ha fatto sorgere parecchie domande alle quali ci piacerebbe avere risposta.

Come mai il contrasto alla violenza maschile contro le donne non è mai stato inserito nelle previsioni di spesa del bilancio comunale, né nella programmazione dei piani di zona né tanto meno dei fondi Pon Metro? Come mai nessun rappresentante della Sua Amministrazione ha risposto formalmente alla nostra richiesta di interlocuzione proprio su questi ultimi aspetti?

È al corrente che da 20 anni l’Associazione Thamaia sostiene le donne catanesi che chiedono aiuto per uscire dalla violenza, con un’azione di contrasto sistemica e strutturata?

Sa che nella sua città l’Associazione Thamaia realizza molte di quelle attività da Lei auspicate come fondamentali per il contrasto alla violenza maschile contro le donne? E sa che tutto ciò avviene senza alcun sostegno da parte del Comune di Catania, istituzione che più di tutte dovrebbe supportare tali azioni?

È informato del fatto che il Comune di Catania dal 2008 – quindi da ben 13 anni – è firmatario e partner del protocollo con il quale si è costituita la Rete Antiviolenza della Città Metropolitana di Catania, coordinata e promossa dall’Associazione Thamaia? Ed è a conoscenza che nel sottoscrivere tale protocollo, il Comune che Lei rappresenta, si è assunto l’impegno di prevenire e contrastare attivamente la violenza maschile e di genere attraverso un piano di azioni ed interventi programmatici, che ad oggi rappresentano parole vuote e sterili?

È necessario – e noi donne, operatrici e attiviste del Centro Antiviolenza Thamaia, lo sappiamo bene – agire a protezione delle donne che chiedono aiuto, non solo con gli strumenti giuridici di cui in questi giorni tanto abbiamo sentito parlare, ma anche, come dispongono le leggi internazionali, creando una rete a loro sostegno e potenziando i centri antiviolenza che lavorano per modificare la cultura che sottende la violenza maschile contro le donne, prodotto di pregiudizi sessisti in cui tutti e tutte siamo coinvolti.

Adesso siamo a conoscenza che anche Lei sa cosa bisogna fare.

E vogliamo auspicare che l’indignazione e i buoni propositi cedano il passo ad una concreta e fattiva assunzione di responsabilità da parte della amministrazione che Lei rappresenta.

Diversamente, Sig. Sindaco, dovremmo concludere che anche questa volta ci siamo trovati davanti ad un proclama di circostanza, costrette inevitabilmente a ritenere Lei e la Sua amministrazione direttamente responsabili per essere rimasti, ancora una volta, sordi e indifferenti all’ennesima chiamata al dovere istituzionale nei confronti della violenza maschile sui corpi di noi donne.

 

Cordialità

Le donne di Thamaia

Catania, 27 agosto 2021