Cineforum solidale: L’affido di Xavier Legrand, 19/09 all’Arena Argentina

Cineforum solidale: L’affido di Xavier Legrand, 19/09 all’Arena Argentina

Grazie alla collaborazione tra la nostra associazione e l’Arena Argentina, mercoledì 19 settembre alle ore 20.30 e alle 22.40, verrà proiettato il film “L’affido”, di Xavier Legrand. Con Denis Ménochet, Léa Drucker.
Parte del ricavato dell’incasso andrà a supporto del nostro centro.

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Vi aspettiamo, non mancate!

 

INFO

Quando: mercoledì 19 settembre 2018
Orario: 1° spettacolo 20.30 – 2° spettacolo 22.40
Dove: Arena Argentina, Via Vanasco 10 Catania
Costo: € 3,00 (ridotto under 12 e over 60 € 2,50) – Tesserati Cinestudio € 2,00

 

L’AFFIDO – UNA STORIA DI VIOLENZA

Regia di Xavier Legrand, con Denis Ménochet, Léa Drucker, Thomas Gioria, Mathilde Auneveux, Mathieu Saikaly.

Titolo originale: Jusqu’à la garde.
Genere: Drammatico
Paese: Francia
Anno: 2017
Durata: 90 minuti.
Uscita cinema: giovedì 21 giugno 2018
distribuito da Nomad Film e P.F.A. Films

Sinossi

Miriam e Antoine Besson si sono separati malamente. Davanti al giudice discutono l’affidamento di Julien, il figlio undicenne deciso a restare con la madre. Ma Antoine, aggressivo e complessato, vuole partecipare alla vita del ragazzo. Ad ogni costo. Il desiderio, accordato dal giudice, diventa fonte di ansia per Julien, costretto a passare i fine settimana col genitore. Genitore che contesta col silenzio e combatte con determinazione. Julien vorrebbe soltanto proteggere la madre dalla violenza fisica e psicologia che l’ex coniuge le infligge. Invano, perché l’ossessione di Antoine è più forte di tutto e volge in furia cieca.

Quattro anni dopo Avant que de tout perdre, storia di una violenza coniugale che rivela compiutamente il talento del regista, Xavier Legrand rimette mano al suo corto, lo sviluppa e gli dona il respiro di un thriller sociale.

Lèa Drucker è di nuovo la moglie di un uomo violento e invasato che ha deciso di renderle la vita un inferno. Ma questa volta Legrand registra ad altezza di bambino, scoprendo progressivamente la miseria del vuoto intorno a lui. Vuoto di sensibilità, di intelligenza, di amore che gli soffoca il domani, la possibilità di respirare e crescere. Julien diventa il testimone sensibile e tenace di un matrimonio terminale che si contende la sua felicità.

Alla maniera del suo corto, pluripremiato al festival di Clermont-Ferrand nel 2013, L’affido affronta senza compiacenza l’abuso domestico e i comportamenti coercitivi esercitati da un padre (e un marito) per controllare emotivamente il nucleo familiare da cui è stato estromesso. Agito nella verde Borgogna, il film, mai apertamente violento, monta minuto dopo minuto attorno al corpo minuto di Julien e a quello patito della sua mamma, determinata a proteggere la sua famiglia e l’intimità negata.